Ti rivelo un segreto: Se sei un imprenditore come lo sono io il tuo mestiere in quanto tale è creare aziende, farle funzionare senza il bisogno della tua presenza per poi rivenderle oppure metterle a reddito.

Magari tu non devi creare più di un’azienda, ma la prima parte, quella del far funzionare tutto senza di te, quella deve riguardarti per forza perché il mondo è cambiato totalmente rispetto a dieci o vent’anni fa perché tu possa continuare a lavorare come hai sempre fatto e pensare di continuare a ottenere gli stessi risultati.

Sicuramente dopo averti spiegato come automatizzare la tua azienda, ovvero che funzioni senza la tua presenza, sono sicuro che mi avrai in mente la solita obiezione o meglio scusa che il tuo settore ovvero il tuo “caso” è diverso da quello degli altri. Credimi, questa parte la possiamo passare completamente, è solamente una bugia dannosa.

Cosa intendo per automatizzare un’azienda

Ti faccio una domanda veloce:
Se l’azienda fosse una nave, l’imprenditore che ruolo avrebbe?

Tutti e dico tutti, al 99.9% anche tu avrai risposto “Capitano”, vero?
È la risposta SBAGLIATA, perché il capitano la nave la può condurre solo in porto, non può fare altro. Tu devi costruire una nave, ovvero un’azienda, con un modello di business che possa reggere nonostante le tempeste dei cambiamenti di mercato! Questo non puoi farlo nei ritagli di tempo perché per la maggior parte del tempo devi rispondere alle telefonate dei clienti o a gestire le vendite, erogare il servizio, stare dietro ai tuoi collaboratori: “Il mestiere di un imprenditore è occuparsi di altro. In cosa consiste quell’altro?

“Quell’altro” consiste in tutti quei pensieri che ti tengono sveglio la notte: Tutti i miglioramenti, le cose da cambiare, da levare, da aggiungere, insomma tutte quelle novità che vorresti apportare alla tua azienda.
Sai perché pensi tutte queste cose solamente la sera? Perché per tutto il resto del giorno passi a fare il capitano della nave, esatto il capitano…sbagliando! Tu non dovresti essere il capitano ma l’armatore perché l’armatore è il vero imprenditore, il capitano è un semplice manager. Governa tra la pura e la poppa di UNA nave. L’armatore invece è un’imprenditore e possiede una flotta.

Lorenzo Ait, ad esempio è un grandissimo imprenditore con più di 14 aziende (navi) ma ha il tempo di scrivere rubriche personali su riviste di settore come Millionarie, Riza e altri mensili, scrive libri- all’incirca uno all’anno- e va spesso in TV. Tutto questo perché sono le imprese che ha messo in piedi come armatore e non come capitano che lo mantengono.

Parliamo di te ora: Pensi che io o persone come Lorenzo Ait riusciamo a fare queste cose perché siamo “più bravi e intelligenti di te”? Assolutamente no, ci riusciamo perché svolgiamo semplicemente due mestieri completamente diversi dal tuo..il tuo consiste nel lavorare in azienda mentre il nostro consiste nel fare l’imprenditore.

Probabilmente sulla carta anche tu sei un imprenditore, ma la domanda che voglio porti è: Puoi allontanarti dalla/e tua/e azienda/e? Puoi dedicarti ad altro? Puoi lasciare la tua poltrona per partire in vacanza e al tuo ritorno trovare la tua azienda come prime se non addirittura migliore di prima?

Se la tua risposta è sì, allora COMPLIMENTI!

In caso contrario, non sei un imprenditore o meglio non sei un imprenditore con i vantaggi che porta esserlo.
Se devi lavorare costantemente all’interno della tua azienda sei un imprenditore solo per l’agenzia delle entrare e non per la tua famiglia che ti vedrà poco niente vista la tua mole di lavoro.
Nel momento in cui senza di te la tua azienda non può andare avanti perché sei “l’uomo/donna chiave” allora sappi che sei il titolare di una “One “”Man”” Company” e non di una vera e propria attività imprenditoriale. Sei il primo ad entrare la mattina e l’ultimo ad uscire la sera, sei la persona portante dell’intera organizzazione e anche l’unica persona che non può allontanarsi.

Questo potrà farti sentire importante, certamente, ma è puro ego, ecco perché rendere un’impresa “automatica” è un azione prima di tutto di grande umiltà. Sai perché? Perché ero come te, non mi fermavo dalla mattina alla sera e durante la notte sapevo già cosa dovevo fare il giorno dopo. Nessuna delle cose che era nella lista mi piaceva. Mentre la lista dei desideri era composta da tutte le cose che sarebbero dovute andare in un’altra maniera. Mi frustrava parecchio scorrere quella lista di cose perché sapevo esattamente come le cose “dovevano essere fatte” ma non riuscivo a farle questo perché non avevo il denaro, le risorse, le persone e soprattutto il tempo…A quel punto ho capito cosa stavo facendo: Stavo fallendo lentamente! Ecco la batosta, sei pronto?

Al momento la tua frustrazione è aumentata? Ti raccomando allora ti non continuare a leggere, potrebbe essere VERAMENTE una bella batosta!

L’hai voluto tu, ecco il punto dolente: Io, puoi identificarti con il me del passato, se te la senti…stavo fallendo “lentamente”. Sai perché lentamente? Non sto parlando di finanza. Non stavo perdendo soldi, era solo la mia vita che se ne andava un secondo alla volta.

Mi alzavo poco entusiasta la mattina e tornavo stanco la sera, talvolta arrabbiato o preoccupato o stressato…come avrei detto ai miei figli “Un giorno questo sarà tutto tuo” facendogli passare quello che stavo passando io?! Solo una bugia riusciva a farmi andare avanti ovvero “Le cose, prima o poi, miglioreranno”. Veramente, questa era l’unica cosa che mi mandava avanti all’epoca, speravo che magicamente le cose si sarebbero rimesse a posto da sole e prima o poi quei miglioramenti sarei riuscito veramente a portarli nella mia attività.

Credimi, come ti ho già detto più volte questa non era che una grossa cavolata. Non era un periodo che doveva passare. Non era nemmeno una crisi. Quando la “crisi” dura più di otto mesi un vero imprenditore deve cominciare a chiamare quella che gli altri chiamano “crisi” uno “scenario di mercato” e cominciare a farci i conti.

Vuoi la soluzione? Eccotela:
Smetti di correre nella ruota. Non devi puntare ogni anno ad alzare il fatturato dall’anno precedente ma devi concentrati a far funzionare ogni processo della tua azienda in maniera tale che possa funzionare anche senza che tu sia presente in azienda.
Per fare ciò dovrai creare delle procedure. Non quelle belle da leggere ma quelle pratiche, da usare! Rifiutati di occuparti delle cose che non ti competono. I primi due processi da mettere a puntino sono quello di vendita e quello dell’erogazione del servizio. Devi eliminarti da questo processo!

Comincia ad immaginare che ti abbiano detto che entro due settimane ci sarà la tua dipartita e la tua azienda dovrà sopravvivere senza di te. Oppure per vederla in maniera molto più serena, fai finta che tu abbia vinto la lotteria e che tu possa riscuotere la vincita solo se la tua azienda potrà resistere senza di te.

Devi capire che, davvero, non hai scelta: Solo se la tua attenzione non sarà assorbita dalla routine quotidiana potrai lavorare da vero imprenditore per far crescere l’azienda; Invece che lavorarci come un dipendente all’interno.

Inizia a uscire dal processo, smetti di essere la persona chiave dell’azienda, ripensa il modo in cui eroghi il servizio e comincia a creare procedure! Inizia dal tuo ruolo “chiave” e automatizza quello.
Per farlo procedi in questo modo: Fai un elenco dei passaggi, tipo una ricetta di cucina. Scrivi come se dovessi spiegarlo a una persona che non lo ha mai fatto, come si svolge quel compito. Trova la sequenza per ottenere lo stesso risultato che ottieni tu. Che si tratti di vendita, di gestione, di rapporto con la clientela, di erogazione del servizio: Non è solo possibile e necessario ma anche doveroso!

Potresti non saperlo ma tutte le aziende funzionano allo stesso modo: Tutto nasce dalla leadership dell’imprenditore: Una persona ha un desiderio e lo traduce in una visione concreta, realizzabile e verso la quale nutre un senso di urgenza. Chiarita la visione, l’imprenditore stabilisce il costo de realizzazione e reperisce le risorse economiche che gli occorrono. Se le ha e vuole farlo, utilizzerà le proprie, utilizzerà le proprie, se non le ha o non le vuole utilizzare, troverà qualcuno disposto a investire con lui o su di lui (soci o banche per precisare).

Il denaro serve per uscire dal mercato “diverso”: Quello in cui sono tutti, quello che non riconosce la qualità, dove i clienti scelgono in base al prezzo e voglio “proprio te”.

Uscire da questo mercato serve per diventare un brand riconoscibile, grazie al brand marketing. Poi c’è il mercato a risposta diretta che serve a generare i nomi e gli indirizzi di potenziali clienti (Lead Generation).
Alcuni contatti rimangono tali, mentre altri diventano clienti; clienti paganti, clienti fedeli, soddisfatti, che parlano dell’azienda e producono altri contatti che trasformano in clienti e così via, grazie alle procedure di vendita (ma anche di upselling e fidelizzazione).

In ultimo c’è il prodotto, quello di cui apparentemente si occupa l’azienda ma che rappresenta solo la parte conclusiva della catena e l’ultimo anello per importanza. L’acquisto di quel prodotto o servizio è ciò che finanzierà l’azienda e alimenterà il ciclo. Ed ora la palla passa a te: Il tuo compito, da adesso in poi finché non potrai allontanarti dall’azienda, consiste nel creare procedure per automatizzare ognuna di queste aree. Ora resta tutto in mano a lei, Signor Armatore!

 

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